RICERCHE SULLA PRESENZA DI Ixodes ricinus NEL BELLUNESE

Dalla prima segnalazione di un caso di borreliosi di Lyme nel 1989, le infezioni trasmesse da zecche costituiscono nel Bellunese un importante problema sanitario e sociale. La probabilità di contrarre questa malattia è in relazione con la distribuzione e l”abbondanza di zecche, in particolare di Ixodes ricinus, considerato il vettore di diversi microrganismi (primo fra questi Borrelia burgdorferi) verso l”uomo e verso molte specie di mammiferi domestici e selvatici.

Scopo del lavoro. Nel corso dell”anno 2000, prima fase di attuazione di un progetto interregionale di cooperazione Veneto-Carinzia, l”Osservatorio per lo studio, la sorveglianza e la prevenzione delle infezioni trasmesse da zecche, istituito dall”U.L.S.S. n°l, ha condotto una campagna di raccolta dei parassiti in alcune aree a vocazione turistica del Bellunese. Ciò come indagine preliminare ad un più ampio monitoraggio che permetta, utilizzando un sistema geografico informatizzato (GIS), di tracciare le mappe di rischio di contatto con i parassiti trasmettitori e la presenza in essi degli agenti patogeni.

Materiali e Metodi. Per la raccolta delle zecche sono stati scelti 15 siti, distribuiti in tre comuni dirilevante frequentazione antropica a carattere lavorativo e turistico nell”Agordino. Le stazioni,individuate in base alla cartografia dell”I.G.M. (1:25.000), sono state distribuite secondo l”altitudine: 7 sotto i 700 m, 6 tra 700 e 800, e 2 sopra gli 800. Il profilo ecologico di ciascun sito è stato rilevato inriferimento all”esposizione rispetto ai punti cardinali, al tipo e alla densità della vegetazione, alla vicinanza a corsi d”acqua e alla presenza di fauna. Complessivamente sono stati effettuati 6 campionamenti, confinati nei mesi di marzo, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, in rapporto al periodo di attività delle zecche. In tale operazione è stato utilizzato il metodo della “coperta strisciata” (draggìng sample), strisciata sul terreno per 5”, esprimendo il numero di esemplari rinvenuti come individui/minuto di strisciata. Detta raccolta è stata eseguita dal personale del Corpo Forestale dello Stato – Sezione di Belluno, che ha registrato su apposita scheda le condizioni climatiche relative a ciascun campionamento.Le zecche, immerse immediatamente in alcool al 70%, conservate a +4°C, venivano trasportate al Laboratorio di Analisi Chimico-Cliniche e di Microbiologia dell”Ospedale “San Martino” di Belluno.

Risultati. Sono stati raccolti 951 esemplari diIxodes ricinus di cui 70 nel primo campionamento, 52 nel secondo, 120 nel terzo, 163 nel quarto, 355 nel quinto, 191 nel sesto. Complessivamente si sono individuate 515 larve (54%), 395 ninfe (42%) e 41 adulti, 28 maschi e 13 femmine. In tutte le stazioni, la presenza di Ixodes è stata osservata in almeno uno dei campionamenti e con andamento dell”infestazione estremamente variabile. Lo stadio larvale è stato dimostrato solo nei campioni prelevati a partire dal mese di giugno, divenendo lo stadio prevalente in agosto e settembre. La numerosità delle zecche è risultata legata prevalentemente alla vegetazione di densità medio-bassa.

Conclusioni. I dati esposti, in linea con il ciclo vitale tipico di Ixodes ricinus, indicano che le zecche sono presenti in tutti i siti considerati, con una netta prevalenza delle larve. Costante nei mesi è la presenza degli adulti e delle ninfe, quest”ultimo stadio è quello considerato più aggressivo per l”uomo. In rapporto alla zona di campionamento, la numerosità dei parassiti varia in dipendenza di fattori non sempre controllabili.

Progetto – Cooperazione interregionale Veneto-Carinzia per lo studio, la sorveglianza e la prevenzione delle infezioni trasmesse da zecche – DGRV n° 3739/99 cod. “A VEN222057″ – cofinanziato dall”Unione Europea fondo FEOGA nell”ambito del Programma Operativo INTERREGII Italia-Austria.

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